donchisciotte
Nuova era? E' da un pò di tempo che seguo, su il manifesto, le notizie relative al movimento Occupy Wall Street sorto negli USA il 17 settembre del 2011. Occupy appare come l'unico movimento di protesta di questi anni, ad avere avuto diffusione internazionale attraverso le sue semplici parole d'ordine nate da una profonda consapevolezza delle condizioni economiche, finanziarie, sociali e politiche che la globalizzazione ha creato in tutto il mondo. Vorrei in questo blog seguirne gli sviluppi, dopo averne adottato la parola che veicola l'atteggiamento principale che è anche dichiarazione di strategia. Farò spesso, il più delle volte riflessioni e considerazioni mie che serviranno principalmente a me stessa per chiarirmi le idee ed esercitarmi in quella funzione meravigliosa che all'essere umano è stata data, la scrittura. Credo, comunque, aldilà dell'adesione ad un gruppo di pensiero o di azione che esso sia, che l'atteggiamento dichiarato dal titolo del blog debba essere predisposizione usuale, soprattutto la RIVOLTA, di ciascuno di noi, di quelli che non hanno che da perdere dal corso che l'attuale politica ha intrapreso.
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venerdì 14 febbraio 2014
domenica 2 febbraio 2014
martedì 28 gennaio 2014
7 Lessons for Social Justice Activists from the Zapatistas
Written by: Justin Wedes (Zuccotti)
I found myself on the eve of 2014 in San Cristobal de las Casas in the southernmost Chiapas state of Mexico, just above the border with Guatemala. The colonial city’s name itself betrays a kind of solidarity with the native peoples of this land: Bartolomé de las Casas was Christopher Columbus’s lesser-known companion, the first Bishop of Chiapas, and a fierce defender of indigenous peoples against enslavement and killing by the colonizers. When indigenous activists seized this city on January 1st, 1994 - the day the NAFTA treaty went into effect – they found the town cheering on their arrival including the Bishop Samuel Ruiz, a modern-day de las Casas.
The Tzeltal and Tzotzil peoples call this place Jovel, the place in the clouds.
da qui
I found myself on the eve of 2014 in San Cristobal de las Casas in the southernmost Chiapas state of Mexico, just above the border with Guatemala. The colonial city’s name itself betrays a kind of solidarity with the native peoples of this land: Bartolomé de las Casas was Christopher Columbus’s lesser-known companion, the first Bishop of Chiapas, and a fierce defender of indigenous peoples against enslavement and killing by the colonizers. When indigenous activists seized this city on January 1st, 1994 - the day the NAFTA treaty went into effect – they found the town cheering on their arrival including the Bishop Samuel Ruiz, a modern-day de las Casas.
The Tzeltal and Tzotzil peoples call this place Jovel, the place in the clouds.
da qui
mercoledì 11 settembre 2013
To be hopeful
To be hopeful in bad times is not just foolishly romantic. It is based on the fact that human history is a history not only of cruelty, but also of compassion, sacrifice, courage, kindness.
What we choose to emphasize in this complex history will determine our lives. If we see only the worst, it destroys our capacity to do something. If we remember those times and places - and there are so many - where people have behaved magnificently, this gives us the energy to act, and at least the possibility of sending this spinning top of a world in a different direction.
And if we do act, in however small a way, we don't have to wait for some grand utopian future.
The future is an infinite succession of present, and to live now as we think human beings should live, in defiance of all that is bad around us, is itself a marvelous victory.
What we choose to emphasize in this complex history will determine our lives. If we see only the worst, it destroys our capacity to do something. If we remember those times and places - and there are so many - where people have behaved magnificently, this gives us the energy to act, and at least the possibility of sending this spinning top of a world in a different direction.
And if we do act, in however small a way, we don't have to wait for some grand utopian future.
The future is an infinite succession of present, and to live now as we think human beings should live, in defiance of all that is bad around us, is itself a marvelous victory.
- Howard Zinn -
Howard Zinn
You can't be neutral on a moving train
Beacon Press, 1994
Howard Zinn
A Power Governments Cannot Suppress
City Lights, 2007
citato in
Occupy
Noam Chomsky
Penguin Books, 2007
Imparate a condividere
lunedì 15 luglio 2013
mercoledì 12 giugno 2013
Oltre il capitalismo
http://occupywallst.org/article/the-world-beyond-capitalism-a-poem/
Un posto allegro, giocoso, divertente, un mondo danzante di brillanti colori, un mondo nel quale ci si possa librare nell'aria come bolle di sapone sino ad incontrarsi e confondersi, mescolarsi l'uno nell'altro, ed oltre.
Un mondo senza linee rigide - un mondo nel quale le identità esistono solamente per essere trascese. -
Un mondo dove alla base dell'esistenza umana non sta l'identità, bensì il mutuo riconoscimento della nostra dignità.
Non "Io sono", "Tu sei" - ma io-tu-noi- facciamo-creiamo-diventiamo.
Una diversa forma di organizzazione, un modo differente di muoversi insieme.
Il reciproco riconoscimento tra esseri umani e l'accoglienza di differenti espressioni di vita, sia essa umana sia essa non umana.
Nonsense, ovvio, se non fosse per il fatto che tutto questo già esiste - come la forza del - non ancora - per adesso.
Per trovare il mondo che potrebbe esistere una volta superato il capitalismo, dobbiamo guardare agli anti-mondi già in fase di creazione nelle innumerevoli lotte contro quel sistema economico - innumerevoli crepe nel tessuto della dominazione capitalistica.
Un mondo oltre il capitalismo può essere soltanto un distillato dei sogni sognati contro l'oppressione - la realizzazione dei desideri di tutti coloro che hanno combattuto per un mondo migliore.
Guardate, allora, agli esperimenti sugli anti-mondi che si stanno delineando nelle lotte contro il capitalismo, alle assemblee che caratterizzano l'Occupy Movement, al suo rifiuto della "democrazia" rappresentativa. Alle proteste contro le armi e la violenza e la guerra, ai movimenti non proprio e non solo contro la dominazione maschile , ma per il superamento di qualsiasi tipo di classificazione delle persone per sesso o per scelte sessuali.
Ai milioni che lottano contro la distruzione del pianeta Terra, sviluppando un diverso modo di rapportarsi a qualsiasi forma di vita che accompagna gli umani in questo percorso terreno.
Al costante sforzo di vivere un Tempo libero dalla necessità della sua misurazione, in uno spazio libero dall'avidità della sua parcellizzazione.
Al costante impulso, inseparabile dalla nostra umanità di determinare il nostro personale cammino, la nostra azione nel mondo.
Nelle crepe, nel rifiuto e nella creazione di anti-mondi di lotte quotidiane.
È lì che l'urgente necessità di un mondo che vada oltre il capitalismo deve essere trovata.
...
Guardate, allora, agli esperimenti sugli anti-mondi che si stanno delineando nelle lotte contro il capitalismo, alle assemblee che caratterizzano l'Occupy Movement, al suo rifiuto della "democrazia" rappresentativa. Alle proteste contro le armi e la violenza e la guerra, ai movimenti non proprio e non solo contro la dominazione maschile , ma per il superamento di qualsiasi tipo di classificazione delle persone per sesso o per scelte sessuali.
Ai milioni che lottano contro la distruzione del pianeta Terra, sviluppando un diverso modo di rapportarsi a qualsiasi forma di vita che accompagna gli umani in questo percorso terreno.
Al costante sforzo di vivere un Tempo libero dalla necessità della sua misurazione, in uno spazio libero dall'avidità della sua parcellizzazione.
Al costante impulso, inseparabile dalla nostra umanità di determinare il nostro personale cammino, la nostra azione nel mondo.
Nelle crepe, nel rifiuto e nella creazione di anti-mondi di lotte quotidiane.
È lì che l'urgente necessità di un mondo che vada oltre il capitalismo deve essere trovata.
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martedì 14 maggio 2013
lunedì 1 aprile 2013
domenica 6 gennaio 2013
sabato 5 gennaio 2013
mercoledì 2 gennaio 2013
Basta pagare!
- Una cella moderna: novanta dollari a notte. A Santa Ana, in California, e in qualche altra città degli Stati Uniti i criminali non violenti possono pagarsi una cella pulita e silenziosa, dove non sono disturbati dagli altri detenuti
Leggi:
Le nostre vite in vendita
particolare dell'opera
Il sogno degli italiani
di Antonio Garullo e Mario Ottocento
domenica 16 settembre 2012
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