donchisciotte

donchisciotte
Nuova era? E' da un pò di tempo che seguo, su il manifesto, le notizie relative al movimento Occupy Wall Street sorto negli USA il 17 settembre del 2011. Occupy appare come l'unico movimento di protesta di questi anni, ad avere avuto diffusione internazionale attraverso le sue semplici parole d'ordine nate da una profonda consapevolezza delle condizioni economiche, finanziarie, sociali e politiche che la globalizzazione ha creato in tutto il mondo. Vorrei in questo blog seguirne gli sviluppi, dopo averne adottato la parola che veicola l'atteggiamento principale che è anche dichiarazione di strategia. Farò spesso, il più delle volte riflessioni e considerazioni mie che serviranno principalmente a me stessa per chiarirmi le idee ed esercitarmi in quella funzione meravigliosa che all'essere umano è stata data, la scrittura. Credo, comunque, aldilà dell'adesione ad un gruppo di pensiero o di azione che esso sia, che l'atteggiamento dichiarato dal titolo del blog debba essere predisposizione usuale, soprattutto la RIVOLTA, di ciascuno di noi, di quelli che non hanno che da perdere dal corso che l'attuale politica ha intrapreso.

lunedì 29 giugno 2015

Alexis Tsipras


Il testo in italiano del proclama di Tsipras per il referendum.
Venerdì notte 26 giugno 2015
Greche e greci,
da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.

In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.
Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri (giovedì n.d.t.) hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica e al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori della nostra comune casa europea. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi  e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le diseguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia. Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.
Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.
Greche e greci,
in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte e ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.
Poche ore fa (venerdì sera n.d.t.) si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.
Domani (oggi n.d.t.) si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.
Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma (di aiuti n.d.t.) per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa.
Greche e greci,
a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza  prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione.
La Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale.
E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.
E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità in tutto il mondo.
In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. La Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.
Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.
Per la sovranità e la dignità del nostro popolo.
Alexis Tsipras

da qui

domenica 2 febbraio 2014

In our Heart



nel senso che l'ho presa da facebook dal profilo che si chiama così, come il titolo del post.

Abolish authority

Practice Autonomy

martedì 28 gennaio 2014

7 Lessons for Social Justice Activists from the Zapatistas

Written by: Justin Wedes (Zuccotti)
I found myself on the eve of 2014 in San Cristobal de las Casas in the southernmost Chiapas state of Mexico, just above the border with Guatemala. The colonial city’s name itself betrays a kind of solidarity with the native peoples of this land: Bartolomé de las Casas was Christopher Columbus’s lesser-known companion, the first Bishop of Chiapas, and a fierce defender of indigenous peoples against enslavement and killing by the colonizers. When indigenous activists seized this city on January 1st, 1994 - the day the NAFTA treaty went into effect – they found the town cheering on their arrival including the Bishop Samuel Ruiz, a modern-day de las Casas.
The Tzeltal and Tzotzil peoples call this place Jovel, the place in the clouds.

da qui


martedì 17 settembre 2013

Que se lixe a troika



Oggi è il secondo anniversario della nascita del movimento Occupy Wall Street.

Il movimento è nato a New York.

Il capitalismo è nato quando gli uomini si sono accorti che lo sfruttamento della forza lavoro di altri uomini rendeva, a chi aveva la possibilità di comprare al minor prezzo possibile quella forza lavoro,  grossi profitti e la possibilità di accumulare grossi capitali. A grandi linee è questa l'origine.

Oggi quella origine non è stata cancellata.
Oggi quella origine ha prodotto molto, molto altro.
Lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo ha raggiunto livelli pari a quelli della prima rivoluzione industriale. Non in tutto il mondo, certo. I lavoratori sfruttati senza diritti si trovano soprattutto in paesi che venivano definiti sino a pochi anni fa, del "Terzo Mondo", ora vengono chiamati  "Paesi Emergenti". Emergenti da cosa? Forse dalla impossibilità di essere sfruttati. Con la globalizzazione, infatti, i capitalisti dei nostri paesi "sviluppati" e "ricchi", hanno trovato più redditizio esportare non tanto i prodotti industriali realizzati in patria, bensì l'intera loro industria, l'intera loro attività produttiva, l'intera loro fabbrica in quei paesi poveri e non per portarvi ricchezza quanto per sfruttare la fame! I lavoratori sono diventati quelli del terzo mondo, lì il costo del lavoro è inferiore, lì si lavora per le ore decise dal padrone, lì non ci sono garanzie, lì, se si muore, anche a centinaia dentro le fabbriche o nelle viscere di una miniera mica si fa tanto rumore (non se ne fa il dovuto neppure per le morti sul lavoro in occidente-Italia), lì non ci sono lacci e lacciuoli che legano le mani ad imprenditori "coraggiosi", lì si produce. Punto e basta. In patria si hanno i parenti, gli immobili, il potere, una parte del patrimonio. Il denaro è utilizzato per alimentare i processi finanziari e guadagnarne sempre di più e, magari, corrompere, comprare quello che gli ingenui credono non comprabile, per acquistare anche il diritto di parlare ed essere ascoltati come buon esempio, come dispensatori di consigli universali sul fare impresa!

A volte si chiede, ad esempio in talk show televisivi, a quegli "imprenditori coraggiosi", la ricetta per rimediare alla disoccupazione in patria!!!!!!
E loro rispondono! Rispondono ma non parlano della chiusura delle loro aziende, dei lavoratori in cassintegrazione per le loro scelte. Rispondono facendo appello solamente al potere raggiunto, al diritto acquisito di mentire, di omettere, di mistificare la realtà e la loro responsabilità nello sfacelo dell'economia reale in patria, in Italia, in Portogallo, in Grecia, in Spagna, in parte in Francia.

Dice Noam Chomsky nel suo libro intitolato Occupy:

Growth is what is needed in a period of recession, not austerity. Europe has the resources to stimulate growth, but their resources are not being used because of the policies of the Central Bank and others. And one can ask what the purpose of this is. And a rational way to judge purposes is to look at predictable consequences. And one consequence is that policies undermine the social democratic structures and the welfare state structure that have been developed; they undermine the power of  labor and create a more inegalitarian society, with greater power in the hands of the corporate sector and the wealthy. So it's class war basically, and that's a kind of "failure by design" as well.


mercoledì 11 settembre 2013

To be hopeful

To be hopeful in bad times is not just foolishly romantic. It is based on the fact that human history is a history not only of cruelty, but also of compassion, sacrifice, courage, kindness.
What we choose to emphasize in this complex history will determine our lives. If we see only the worst, it destroys our capacity to do something. If we remember those times and places - and there are so many - where people have behaved magnificently, this gives us the energy to act, and at least the possibility of sending this spinning top of a world in a different direction.
And if we do act, in however small a way, we don't have to wait for some grand utopian future.
The future is an infinite succession of present, and to live now as we think human beings should live, in defiance of all that is bad around us, is itself a marvelous victory.

- Howard Zinn -

Howard Zinn
You can't be neutral on a moving train
Beacon Press, 1994

Howard Zinn
A Power Governments Cannot Suppress
City Lights, 2007


citato in 

Occupy
Noam Chomsky
Penguin Books, 2007




Imparate a condividere

lunedì 15 luglio 2013

Give a chance


Happy birthday OccupyWallSt.org! As of today, we've been causing trouble and inciting an uprising on Wall Street for two years. May there be many more to come. Photographed below is Justine Tunney (founder of OccupyWallSt.org) at the Occupy reunion in Zuccotti Park on June 1st 2013.

mercoledì 12 giugno 2013

Oltre il capitalismo



http://occupywallst.org/article/the-world-beyond-capitalism-a-poem/



Un posto allegro, giocoso, divertente, un mondo danzante di brillanti colori, un mondo nel quale ci si possa librare nell'aria come bolle di sapone sino ad incontrarsi e confondersi, mescolarsi l'uno nell'altro, ed oltre.

Un mondo senza linee rigide - un mondo nel quale le identità esistono solamente per essere trascese. -
Un mondo dove alla base dell'esistenza umana non sta l'identità, bensì il mutuo riconoscimento della nostra dignità.

Non "Io sono", "Tu sei" - ma io-tu-noi- facciamo-creiamo-diventiamo.
Una diversa forma di organizzazione, un modo differente di muoversi insieme.
Il reciproco riconoscimento tra esseri umani e l'accoglienza di differenti espressioni di vita, sia essa umana sia essa non umana.

Nonsense, ovvio, se non fosse per il fatto che tutto questo già esiste - come la forza del - non ancora - per adesso.

Per trovare il mondo che potrebbe esistere una volta superato il capitalismo, dobbiamo guardare agli anti-mondi già in fase di creazione nelle innumerevoli lotte contro quel sistema economico - innumerevoli crepe nel tessuto della dominazione capitalistica.

Un mondo oltre il capitalismo può essere soltanto un distillato dei sogni sognati contro l'oppressione - la realizzazione dei desideri di tutti coloro che hanno combattuto per un mondo migliore.

Guardate, allora, agli esperimenti sugli anti-mondi che si stanno delineando nelle lotte contro il capitalismo, alle assemblee che caratterizzano l'Occupy Movement, al suo rifiuto della "democrazia" rappresentativa.  Alle proteste contro le armi e la violenza e la guerra, ai movimenti non proprio e non solo contro la dominazione maschile , ma per il superamento di qualsiasi tipo di classificazione delle persone per sesso o per scelte sessuali.

Ai milioni che lottano contro la distruzione del pianeta Terra, sviluppando un diverso modo di rapportarsi a qualsiasi forma di vita che accompagna  gli umani in questo percorso terreno.

Al costante sforzo di vivere un Tempo libero dalla necessità della sua misurazione, in uno spazio libero dall'avidità della sua parcellizzazione.

Al costante impulso, inseparabile dalla nostra umanità di determinare il nostro personale cammino, la nostra azione nel mondo.

Nelle crepe, nel rifiuto e nella creazione di anti-mondi di lotte quotidiane. 
È lì che l'urgente necessità di un mondo che vada oltre il capitalismo deve essere trovata.

...



martedì 5 febbraio 2013

The Clash


Songwriters: STRUMMER, JOE / JONES, MICK / SIMONON, PAUL / HEADON, TOPPER

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

Black man gotta lot a problems
But they don't mind throwing a brick
White people go to school
Where they teach you how to be thick

An' everybody's doing
Just what they're told to
An' nobody wants
To go to jail!

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
All the power's in the hands
Of people rich enough to buy it

While we walk the street
Too chicken to even try it

Everybody's doing
Just what they're told to
Nobody wants
To go to jail!

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

Are you taking over
Or are you taking orders?
Are you going backwards
Or are you going forwards?

White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own
White riot - I wanna riot
White riot - a riot of my own

mercoledì 2 gennaio 2013

Basta pagare!

- Una cella moderna: novanta dollari a notte. A Santa Ana, in California, e in qualche altra città degli Stati Uniti i criminali non violenti possono pagarsi una cella pulita e silenziosa, dove non sono disturbati dagli altri detenuti
Leggi:
Le nostre vite in vendita


particolare dell'opera
Il sogno degli italiani
di Antonio Garullo e Mario Ottocento

sabato 26 maggio 2012

domenica 4 marzo 2012

Power to the people


Power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on
Say you want a revolution
We better get on right away
Well you get on your feet
And out on the street
Singing power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on
A million workers working for nothing
You better give 'em what they really own
We got to put you down
When we come into town
Singing power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on
I gotta ask you comrades and brothers
How do you treat you own woman back home
She got to be herself
So she can free herself
Singing power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on
Now, now, now, now
Oh well, power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on
Yeah, power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on
Power to the people
Power to the people
Power to the people
Power to the people, right on

sabato 17 dicembre 2011

WORLDWIDE REVOLUTION


  
APPELLO A TUTTI GLI ESCLUSI
SFRUTTATI
E DE-UMANIZZATI
RIVENDICHIAMO LA NON COMMERCIABILITA' DEI NOSTRI CORPI, ESSI NON SONO STRUMENTI PER L'AUMENTO DEI PROFITTI

Invitiamo tutti gli amici ed alleati che sono in un modo o  nell'altro colpiti dall'attuale crisi del sistema sanitario, dal disconoscimento del diritto alla casa e all'alimentazione, a riunirsi per la  prima assemblea generale per il diritto alla Salute Pubblica del nostro movimento Occupy Wall Street .
Siamo tutti convocati per sabato 17 dicembre, h. 11.00 all'opedale St. Vincent, W11th St, 7th Ave, nella ricorrenza del terzo mese dalla nascita del movimento OWS. Abbiamo il diritto di vivere come esseri umani.
PARLIAMOCI! ASCOLTIAMOCI!